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Fino al 22 gennaio l’Hotel Portici di Bologna espone le fotografie di Laura Arlotti dello Spettacolo Motel.

L’incontro tra la compagnia gruppo nanou e la fotografa Laura Arlotti avviene durante Santarcangelo 2006.
Comincia una collaborazione fondata sulla condivisione di un’estetica, di un immaginario, di una “visione”.

Le specificità del lavoro sono state esplorate e declinate nel linguaggio proprio della fotografia.
La frammentazione spaziale e temporale, la relazione del corpo – oggetto con “l’arredamento”, la forte spazializzazione dell’azione, sempre particolare e leggermente “spostata”.
L’impostazione visuale cinematografica ha imposto il formato orizzontale delle fotografie. La scena viene ripresa sia dal punto di vista scelto per lo spettatore, sia dall’interno, focalizzando sui particolari e sperimentando le angolazioni.
Le fotografie provano a ricostruire la scena e la storia frammentandola, diventano indizi visivi, che raccontano senza spiegare, mostrano e confondono.

Spazio81 Milano ha eseguito le stampe del progetto Motel su carta fotografica Satinata cm40x60, montate su Egafix.

gruppo nanou: nasce a Ravenna nel luglio del 2004 come spazio di confronto e valorizzazione delle competenze, degli interessi di indagine e delle attività di un gruppo di artisti: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci e Roberto Rettura.

“Il gruppo Nanou ha trovato nella fotografa Laura Arlotti un’interprete d’eccezione, in cui si riconosce perfettamente. Per loro si tratta di una sintonia di intenti, di “poetica”, come si usa dire, in cui la fotografa riesce al tempo stesso a interpretare la scena che Nanou presenta e a vedervi dei tagli e dei dettagli rivelatori del lavoro che il gruppo fa sullo spazio, sul tempo e sul corpo. Il fatto è che i componenti di Nanou amano a loro volta scartabellare tra i libri e siti di fotografia e traggono spesso spunto da immagini che li colpiscono. Nella fotografia di scena, potremmo allora dire, ritrovano quella da cui sono partiti, ma reinterpretata da loro stessi. Il circolo è virtuoso.”
Dall’articolo “Fotografare il teatro”di Elio Grazioli
da http://doppiozero.com

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